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Diplomato all'Accademia Nazionale d'arte drammatica “S. D'amico”. Anche insegnante nella Scuola Di Amici di Maria De Filippi.

 

RInocassanoCome attore ha lavorato con i maggiori registi italiani: O. Costa, L. Ronconi, M. Missiroli, G. Cobelli, G. Strehler, M. Scaparro, e con Yurij Ljubimov durante la sua collaborazione con l’E.R.T. (Emilia Romagna Teatro). Come regista ha diretto più volte Rossella Falk per il Teatro Eliseo, Michele Placido in "Uno Sguardo dal ponte" di A. Miller e Anna Mazzamauro in “Fiori d’acciaio” di Robert Harling. Ha curato i movimenti di scena in molti spettacoli, tra i quali l'opera lirica "Ifigenia in Tauride" di Gluck, per il Teatro alla Scala di Milano, diretta da Riccardo Muti. Negli ultimi lavori ha affiancato, come attore e acting coach, Kim Rossi Stuart nel Macbeth -produzione E.R.T. 2001- e Raoul Bova nel "Francesco" per Mediaset. Sempre per l'ERT, ha lavorato accanto a Umberto Orsini in “Erano tutti figli miei” di A. Miller, diretto da Cesare Lievi.

All'attività artistica affianca quella didattica come insegnante di recitazione in prestigiose scuole d’arte a Roma, Modena e New York.
L’avventura nella scuola di Amici per Cassano è nata per caso, dopo aver diretto Raul Bova gli è stato chiesto di fare un piccolo stage ai ragazzi del 2003. Dopo quel primo contatto è diventato insegnante ufficiale della scuola e ha partecipato alle selezione dei ragazzi durante tutta l’estate.
Sono veramente entusiasta di vivere questa grande esperienza. Lavorare con i ragazzi è sempre stimolante perché, non solo si trova terreno fertile per poter insegnare le basi della recitazione ma hanno talmente tanta voglia di imparare e scoprirsi, che il lavoro con loro diventa un piacere.
Con i ragazzi il mio lavoro consiste nell’indagare sulle loro emozioni, fargliele riconoscerle e incanalare nel migliore dei modi su quelle del personaggio che di volta in volta sono chiamati ad interpretare. Lavorando in questo modo abbiamo scoperto che molti di loro hanno delle velleità di attori. Katia, ad esempio pur essendo una cantante, si è scoperta con delle doti di attrice comica e ironica e Gian invece è molto sensibile a questo mestiere, per cui con delle interessanti potenzialità attoriali. In sostanza portiamo avanti una “legge” fondamentale della recitazione: bisogna conoscere prima bene se stessi per poi affrontare e conoscere meglio il personaggio attraverso gli strumenti del corpo e della voce
”.

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